Giorgio Morandi

Giorgio Morandi nasce a Bologna il 20 luglio 1890. Da ragazzo dimostra una precoce predisposizione artistica. Nel 1907 il giovane s’iscrive all’Accademia di Belle Arti di Bologna, frequentando il corso preparatorio, quello comune dal 1909 al 1910 e quello speciale di figura dal 1910 al 1913. Se fino al 1911 il suo iter scolastico è eccellente, gli ultimi due anni sono segnati da contrasti con i professori dovuti ai mutati interessi di Morandi che ha già individuato un proprio, autonomo linguaggio, come si può riscontrare nel Paesaggio del 1911, per cui Cesare Brandi parlerà di “cielo vasto di solitudine senza approdi”, e nel Ritratto della sorella del 1912-1913, nel quale Giuseppe Raimondi ravviserà un parallelo con certe severità che preludono al momento “gotico” di André Derain. Noti sono i riferimenti artistici che il giovane individua e che segnano la sua formazione: da Paul Cézanne a Henri Rousseau, da Picasso a André Derain. Parallelo è l’interesse che Morandi sviluppa per la grande arte italiana del passato: nel 1910, si reca a Firenze, dove può ammirare i capolavori di Giotto, Masaccio e Paolo Uccello nelle chiese e agli Uffizi.
Nel 1912 gli incide per la prima volta un’acquaforte a tiratura dichiarata: è quel Ponte sul Savena del quale Lamberto Vitali sottolinea l’impostazione cézanniana. L’anno successivo, la famiglia Morandi si reca per la prima volta in villeggiatura a Grizzana, dove il giovane realizza i suoi primi Paesaggi. Inoltre, risale sempre degli anni 1913-1914 il suo interesse per la poetica futurista, nutrito dalla vicinanza sia di Osvaldo Licini sia di Giacomo Vespignani. Attraverso di loro, Morandi entra in contatto prima con Balilla Pratella e poi con Marinetti, Boccioni e Russolo. Si ha notizia della sua presenza fra il pubblico alle serate futuriste di Modena e di Bologna e della sua visita all’esposizione di Pittura Libera Futurista organizzata a Firenze da Lacerba dal novembre 1913 al gennaio 1914.
Quest’ultimo è concordemente considerato come anno chiave per Morandi che inizia a esporre: a marzo si tiene all’Hotel Baglioni di Bologna la ormai mitica mostra a cinque, in cui figurano, a fianco di Morandi, Osvaldo Licini, Mario Bacchelli, Giacomo Vespignani e Severo Pozzati. Morandi presenta tredici tele e quattro disegni a matita: tra i dipinti vi sono il Ritratto della sorella del 1912-1913, quattro Paesaggi del 1913, due Paesaggi del 1914 e alcune Nature morte. Una di queste Nature morte e un disegno vengono dopo pochi giorni ripresentati alla Prima Esposizione Libera Futurista che si apre alla Galleria Sprovieri di Roma. Morandi viene invitato anche alla Seconda Secessione Romana, dove presenta il Paesaggio di neve del 1913, mentre il gruppo futurista ne è programmaticamente escluso.
Pur se si tratta di anni di profonda riflessione, restano poche opere perché – come ricorda Lamberto Vitali – “molte ne distrugge”. Dopo le Bagnanti, i Paesaggi e le Nature morte del 1915-1916, si apre l’altissima stagione metafisica, a cui appartengono una decina di opere del 1918-1919, che rivelano come il ruolo di Morandi all’interno del movimento metafisico sia di piena rilevanza e autonomia. Nel 1919, grazie all’amico Raimoni, fa la conoscenza di Carlo Carrà e Giorgio de Chirico, ed è sempre grazie allo stesso amico che viene a contatto con i letterati de La Ronda.
Mentre le opere dell’artista bolognese si fanno più plastiche, riflettendo la poetica del gruppo che fa capo a Valori Plastici – basti ricordare la fondamentale Natura morta con l’orcio del 1920-, Mario Broglio mantiene i suoi impegni e organizza prima a Berlino e in altri centri tedeschi, nel 1921, e poi alla Fiorentina Primaverile nel 1922, rassegne di gruppo che vedono Morandi fra i protagonisti. Degli anni 1922-1925 è una serie di Paesaggi luminosi che, come ricorda Vitali, “non sarebbero comprensibili senza l’esempio di Corot e non soltanto per le sue soluzioni rigorosamente tonali”. Morandi non resta escluso dai fatti salienti del dibattito culturale, è presente alle due mostre del Novecento italiano alla Permanente di Milano del 1926 e nel 1929 e, se pur non partecipa attivamente alle vicende del gruppo di Margherita Sarfatti, invia sue opere in diverse rassegne, come la mostra alla Galleria Bonaparte a Parigi del 1929, e a Basilea, Berna e Buenos Aires nel 1930.
Morandi espone frequentemente anche all’estero: oltre alle già ricordate mostre del Novecento italiano, nel 1929 viene invitato al Premio Carnegie di Pittsburgh – vi ritornerà nel 1930, nel 1933, nel 1936 e altre tre volte nel secondo dopoguerra -; nel 1931 invia una sua Natura morta alla Settimana Italiana di Atene; nel 1933 un’altra Natura morta è esposta al Kunstlerhaus di Vienna per la rassegna Moderne Italienische Kunst; nel 1934 alcune sue opere partecipano alla Mostra d’Arte Italiana organizzata dalla Biennale di Venezia negli Stati Uniti; nel 1935 due Nature morte recentissime vengono esposte alla grande mostra d’arte italiana contemporanea allestita al Jeu de Paume di Parigi; nel 1937 suoi dipinti figurano all’Esposizione Universale di Parigi; nello stesso anno la Biennale di Venezia organizza una grande mostra a Berlino e Morandi è tra gli invitati. Questo accade anche per la rassegna alla Kunsthalle di Berna del 1938, ove Morandi presenta quattro opere. Nel 1939 invia un gruppo di opere particolarmente importanti alla Golden Gate Exhibition, che si apre a San Francisco; nel 1930 è alla mostra d’arte italiana allestita a Zurigo.
Ancora più rilevante della sua presenza alle Biennali veneziane, è quella alle Quadriennali romane: nel 1931 e nel 1935 Morandi fa parte della commissione di accettazione ed è presente anche come espositore con poche opere significative come: Natura morta con la fruttiera (1931). Tuttavia, il “caso Morandi” esplode nel 1939, alla terza edizione della mostra romana: quando all’artista viene dedicata un’intera sala personale con 42 oli, 2 disegni e 12 acqueforti, ottenendo oltretutto il secondo premio per la pittura, alle spalle del più giovane Bruno Saetti.
Pur in mezzo alle polemiche, ma con il conforto di estimatori di vaglia come Longhi, Brandi, Vitali, Ragghianti e Gnudi, Morandi continua a lavorare nello studio di via Fondazza e durante le estati a Grizzana. Giungono gli anni della guerra e l’artista, nel giugno del 1943, si ritira sfollato nel paese appenninico, ove si sviluppa quella “grande stagione” che Francesco Arcangeli ravvisa nei Paesaggi e nelle Nature morte del 1942-1943.
Mentre si riaccendono le polemiche sull’impegno in arte, non è un caso se alla rinnovata Biennale del 1948, dove esplode il Fronte Nuovo delle Arti, il primo premio per la pittura venga assegnato a Morandi che presenta undici tele degli anni 1916-1920 nelle sale dedicate a Tre pittori italiani dal 1910 al 1920, ove figurano anche opere di Carrà e di de Chirico. Nello stesso anno, a sottolineare l’importanza della produzione grafica dell’artista, Carlo Alberto Petrucci allestisce alla Calcografia Nazionale di Roma una sua rassegna antologica di acqueforti, che rinnova l’interesse della stampa e del pubblico nei confronti di quello che una cerchia di estimatori, selezionata ma sempre più ampia, considera ormai come uno dei maestri del secolo. A consacrazione di tale stima critica, giunge nel 1957 il primo premio per la pittura conferitogli alla quarta Biennale di San Paolo del Brasile, dove nel 1953 aveva ottenuto il primo premio per l’incisione. Negli stessi anni, infine, l’artista espone al Palais des Beaux-Arts di Bruxelles nel 1949 (grafica), al Gemeentemuseum dell’Aja e alle New Burlington Galleries di Londra nel 1954, al Kunstmuseum di Winterthur nel 1956, alla World House Gallery di New York nel 1957 e nel 1960, a Siegen nel 1962 dove gli viene assegnato il Premio Rubens, al Badischer Kunstverein di Karlsruhe nel 1964, anno in cui si spegne a Bologna. 

Bibliografia scelta

  • Vitali L., Morandi. Catalogo Generale, 2 voll. Milano: Electa, 1977.
  • Pasquali M., Morandi. Gli acquerelli. Catalogo generale. Milano: Electa, 1991.
  • Pasquali M., Museo Morandi. Il catalogo. Milano, Charta, 1993.
  • Tavoni E., Pasquali M., Morandi. Disegni. Catalogo generale. Milano, Electa, 1994.
  • Pasquali M., Morandi. Catalogo generale. Opere catalogate tra il 1985 e il 2016. Pistoia: Gli Ori, 2016.
  • Pasquali M., Zindato M., Degni I., Giorgio Morandi. Il tempo sospeso. Milano: Skira, 2023.

Bibliografia scelta

  • Vitali L., Morandi. Catalogo Generale, 2 voll. Milano: Electa, 1977.
  • Pasquali M., Morandi. Gli acquerelli. Catalogo generale. Milano: Electa, 1991.
  • Pasquali M., Museo Morandi. Il catalogo. Milano, Charta, 1993.
  • Tavoni E., Pasquali M., Morandi. Disegni. Catalogo generale. Milano, Electa, 1994.
  • Pasquali M., Morandi. Catalogo generale. Opere catalogate tra il 1985 e il 2016. Pistoia: Gli Ori, 2016.
  • Pasquali M., Zindato M., Degni I., Giorgio Morandi. Il tempo sospeso. Milano: Skira, 2023.

GIORGIO MORANDI — IL TEMPO SOSPESO

30 aprile – 2 luglio 2022